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QUESTURA DI ROMA * : «LA PERDITA D’ACQUA SCOPRE IL DRUG STORAGE, SEQUESTRATI 27 KG DI HASHISH»

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09.10 - mercoledì 3 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un normale intervento per una perdita d’acqua in condominio si è trasformato, nel giro di pochi istanti, nella scoperta di una stash house della droga, stanata dalla Polizia di Stato dietro la porta di un appartamento apparentemente anonimo, “arredato” con 27 chili di sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento e strumenti utilizzati per alimentare la filiera dello spaccio.

A finire in manette è stato un romano classe ’86, ora gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La “falla” che ha fatto saltare il presunto fortino si è aperta a tarda sera, quando gli agenti del Reparto Volanti sono intervenuti presso uno stabile, in zona Esposizione, a seguito della segnalazione di copiose infiltrazioni provenienti da un locale sito al secondo piano.

L’acqua aveva già iniziato a filtrare lungo le scale e nell’appartamento sottostante, trasformando il palazzo in una sorta di “domino” investigativo destinato a portare gli agenti dritti dentro un deposito di droga perfettamente mimetizzato nel tessuto condominiale.

Una volta sul posto, i poliziotti hanno tentato di mettersi in contatto con l’occupante dell’immobile, risultato tuttavia momentaneamente assente, e hanno guadagnato l’accesso all’appartamento grazie all’ausilio dei Vigili del Fuoco.

L’irruzione ha aperto il sipario su un vero e proprio supermarket illecito.

Il forte odore di hashish e marijuana ha guidato gli investigatori fino alla camera da letto, trasformata in un vero e proprio magazzino dello stupefacente: tra armadi, borsoni e sacche erano nascosti centinaia di panetti di hashish già marchiati e pronti per la distribuzione.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito attorno all’immobile un contesto fatto di frequentazioni sporadiche e presenze intermittenti, emerse anche grazie alle testimonianze raccolte tra gli inquilini dello stabile, alcuni dei quali avevano notato nel tempo un sospetto “viavai” di persone.

Rintracciato poco dopo presso un altro indirizzo della Capitale, il trentanovenne è stato trovato in possesso delle chiavi dell’appartamento, elemento che ha consolidato il quadro investigativo. Il suo arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria nelle Aule di Piazzale Clodio.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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