Di Luca Franceschi
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Il governo italiano ha scelto di astenersi nella votazione che si è svolta presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riguardante la riapertura del dibattito sulle conseguenze del blocco economico imposto dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Tale decisione pone l’Italia tra i pochi paesi dell’Unione Europea ad aver optato per questa posizione.
Secondo quanto sostiene la Rifondazione Comunista, si tratta dell’ennesimo atto grave del governo Meloni. Attraverso questo voto, sostengono i rappresentanti del partito, l’Italia tradisce Cuba, nazione che ha fornito il proprio personale medico per supportare l’Italia durante la fase acuta della pandemia.
Il popolo cubano continua a subire quello che viene descritto come un blocco totale e genocida da parte della presidenza Trump. In questo contesto, il governo italiano viene accusato di non possedere la dignità politica necessaria per allinearsi alla posizione espressa dalla maggior parte dei paesi europei e della comunità internazionale nel suo insieme.
A esprimere questa critica sono stati Maurizio Acerbo, segretario nazionale, e Anna Camposampiero, responsabile della politica estera del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che hanno manifestato il loro disappunto rispetto alla scelta diplomatica assunta dall’Italia presso le Nazioni Unite.
