Di Luca Franceschi
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Rifondazione Comunista ha aderito alla manifestazione nazionale che si è tenuta sabato 11 aprile a Roma contro il blocco economico e commerciale che colpisce Cuba da decenni. L’evento ha visto il raduno alle 15 presso il Colosseo, con corteo diretto fino a Piramide.
L’amministrazione Trump ha ulteriormente inasprito le misure di embargo verso l’isola caraibica e ha prospettato apertamente la possibilità di un intervento militare, nella quale Rifondazione Comunista legge una vera e propria vendetta verso tutto ciò che Cuba ha rappresentato nel corso della storia: il primo territorio libero dell’America Latina e un baluardo nelle lotte di liberazione dei popoli del sud globale contro il colonialismo e l’imperialismo.
La rilevanza internazionale di Cuba nella storia contemporanea è sottolineata da un episodio simbolico: Nelson Mandela, una volta liberato, visitò immediatamente l’isola per ringraziare Fidel Castro del supporto ricevuto nella lotta contro l’apartheid in Sudafrica.
Nonostante il blocco economico che la strangola, Cuba ha conseguito risultati significativi nello sviluppo umano, in particolare nei settori della sanità, dell’istruzione e nella tutela dei diritti delle donne e delle persone lgbtq+, collocandosi all’avanguardia su questi fronti. Come ha osservato Lula, senza il blocco commerciale Cuba potrebbe raggiungere i livelli di sviluppo dell’Olanda nel contesto latinoamericano.
L’isola non conduce operazioni militari contro altri paesi, bensì esporta professionisti sanitari e accoglie studenti e pazienti provenienti da numerose nazioni colpite dall’imperialismo, seguendo l’eredità ideale lasciatà da Che Guevara e Fidel Castro.
Le accuse di terrorismo rivolte da Trump a Cuba vengono respinte da Rifondazione come completamente infondate: secondo il partito, i veri stati terroristi sono gli Stati Uniti e il loro principale alleato, Israele, che sistematicamente violano il diritto internazionale.
Il partito ha invitato alla partecipazione anche a un presidio organizzato la stessa mattina alle 11 in piazza Santi Apostoli, promosso dalle attiviste iraniane del movimento Donna, Vita, Libertà. L’iniziativa è volta a denunciare l’aggressione militare subita dall’Iran, le esecuzioni degli oppositori politici da parte del regime islamico, la pratica della pena di morte e il genocidio del popolo palestinese.
