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POLIZIA DI STATO * : «FOGGIA, SMANTELLATA ASSOCIAZIONE PER TRUFFE E RICICLAGGIO CON 20 ARRESTI, RECUPERATI 400 MILA EURO»

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11.52 - venerdì 3 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Al link le dichiarazioni del Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, dr Ivano Gabrielli https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/842a2ee6-762d-11f1-b057-736d736f6674

Al link un video di repertorio https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/c10a50fc-76c3-11f1-ba6c-736d736f6674

Associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio di denaro, falso documentale ed altri reati: 20 persone destinatarie di misura cautelare personale emesse dal GIP di Foggia.

La Polizia di Stato ha eseguito nella mattinata odierna una vasta operazione di polizia giudiziaria, condotta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Foggia e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, per l’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal GIP di Foggia, nei confronti di 20 soggetti, di cui 9 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 2 con l’obbligo di presentazione alla PG.

L’operazione è il frutto di una complessa attività investigativa denominata “FAKE CHECK”, che ha consentito di disarticolare un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, attiva su tutto il territorio nazionale, con base operativa nel foggiano e nel napoletano, dedita all’organizzazione di truffe ai danni di cittadini e Compagnie Assicurative, con la produzione di falsi documenti di identità e assegni bancari, nonché la ricettazione di titoli di pagamento.

In particolare, le vittime venivano tratte in inganno da sedicenti operatori di istituti di credito, i quali invitavano ad emettere assegni, allo scopo di salvaguardare i propri risparmi e chiedendo, a riprova dell’operazione, l’invio di documentazione fotografica mediante WhatsApp; versato l’assegno su un conto corrente aperto in frode, lo stesso veniva incassato dai sedicenti operatori, mediante prelievi su ATM o sportelli bancari.

Tra i destinatari del provvedimento giudiziario figurano un praticante avvocato e un dipendente di una delle Compagnie Assicurative truffate, che fornivano le informazioni acquisite dalla banca dati aziendale.

Nell’operazione sono stati impiegati oltre 80 agenti appartenenti al Servizio Polizia Postale di Roma, nonché ai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica di Bari, Napoli, Reggio Calabria, Ancona e Pescara, alla Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica di Foggia e ai Reparti Prevenzione Crimine di San Severo, Bari e Napoli.

Nel corso delle perquisizioni eseguite nei confronti degli indagati sono stati sequestrati telefoni cellulari, PC, Hard Disk, documenti di identità falsi, denaro, carte di pagamento e documentazione riferibile alle truffe individuate.

Di particolare interesse risulta essere un supporto informatico in cui sono stati rinvenuti software grafici utilizzati per la falsificazione dei titoli di pagamento e la creazione di documenti di identità falsi, ma anche le matrici falsificate degli assegni clonati, emessi effettivamente dai “truffati” ed emersi nel corso delle indagini poiché negoziati dal gruppo criminale.

Gli approfondimenti investigativi svolti hanno consentito di raccogliere elementi probatori nei confronti degli indagati, che avevano pianificato truffe per un importo superiore ai 750.000 euro e hanno evitato la monetizzazione di oltre 400.000 Euro che, anche grazie alla fattiva collaborazione degli Istituti di Credito e delle Compagnie Assicurative interessate, sono stati restituiti alle vittime.

Al termine delle indagini sono stati deferiti alla Autorità Giudiziaria, oltre ai 20 destinatari delle misure, altri 29 soggetti che hanno agevolato il sodalizio criminale.

L’operazione conferma il continuo impegno della Polizia Postale nel contrasto ai reati di truffa e riciclaggio, rimarcando l’importanza di denunciare tempestivamente.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.

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