Di Luca Franceschi
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Il Parlamento europeo ha espresso una posizione netta sul tema dello stupro: senza consenso è stupro. Si tratta di una linea chiara che rafforza le tutele delle vittime e le pone al centro dell’attenzione. Tuttavia, mentre l’Europa prosegue nel cammino verso il riconoscimento e la protezione dei diritti, in Italia il governo Meloni intende procedere nella direzione opposta attraverso il ddl Bongiorno.
Secondo questa proposta normativa, il peso della prova del dissenso continuerebbe a gravare sulle donne, rappresentando un arretramento significativo nella lotta contro la violenza di genere. Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico e europarlamentare, denuncia questa scelta come un grave passo indietro.
Zan evidenzia come il presidente Meloni abbia tradito gli impegni precedentemente assunti con la segretaria del Pd Schlein e con le altre forze politiche dell’opposizione su questo tema fondamentale. Il voto odierno del Parlamento europeo, secondo l’esponente dem, rappresenta la dimostrazione della totale inadeguatezza e del dilettantismo del governo italiano nel trattare una questione così delicata e importante.
La richiesta rivolta all’esecutivo è perentoria: interrompere il percorso legislativo in corso e adeguarsi immediatamente agli standard europei. Zan conclude affermando che i diritti delle donne non possono costituire oggetto di negoziazione politica e devono rimanere al di fuori di qualsiasi compromesso.
