Di Luca Franceschi
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Le ultime notizie sul fronte politico europeo non lasciano interpretazioni possibili: il primo ministro ungherese Viktor Orbàn continua ad avvicinare il suo paese a Vladimir Putin e parallelamente lo allontana dall’Unione europea. Il documento in dodici punti sottoscritto dai due leader, che affronta questioni relative all’energia, all’istruzione, allo sport e alla cultura, rappresenta una chiara minaccia ai valori su cui si fonda l’Ue e all’intero processo di integrazione europeo.
A destare ulteriore preoccupazione è la conversazione tra i due leader, il cui contenuto è stato diffuso dai media, nella quale Orbàn avrebbe dichiarato di trovarsi “al servizio” di Putin. Una affermazione che evidenzia ancora più chiaramente l’orientamento geopolitico assunto dal governo ungherese.
Di fronte a questa situazione, l’interrogativo che sorge è su quale posizione intenda mantenere la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sceglierà di continuare il suo allineamento con Orbàn, come riaffermato oggi dal vicepremier Matteo Salvini, e quindi con Putin, oppure intende stare dalla parte dell’Unione europea e dei suoi valori fondamentali? Esiste il rischio che Meloni possa prestare nuovamente la propria visibilità politica come supporto alla campagna elettorale del premier ungherese?
Secondo Alessandro Zan, eurodeputato e componente della segreteria nazionale del Pd, è necessario che Meloni fornisca chiarimenti pubblici su questa questione. Allo stesso tempo, l’Unione europea deve dare risposte esplicite e mettere in pratica concretamente tutti i meccanismi di cui dispone per proteggere i principi costitutivi dell’Unione stessa. Non è più possibile tollerare comportamenti che mettono sistematicamente in discussione i fondamenti su cui si regge il progetto europeo.
