(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Oggi Giorgia Meloni ha detto, in sostanza, che il problema della sicurezza dipenderebbe dalla magistratura. Non è una frase casuale, né uno scivolone: è una scelta politica precisa, fatta mentre il Paese si avvicina al referendum sulla giustizia.
Ancora una volta, quando il governo fallisce, Meloni cerca un capro espiatorio. Dopo tre anni e mezzo a Palazzo Chigi, tutti i provvedimenti adottati sulla sicurezza si sono rivelati inefficaci. Le città non sono più sicure, i problemi restano, le risposte non arrivano. E allora si sposta il bersaglio: prima i sindaci, oggi i giudici.
Attaccare la magistratura serve a una cosa sola: coprire il fallimento e preparare il terreno a una giustizia sotto controllo politico. È una strategia pericolosa, che indebolisce l’equilibrio tra i poteri dello Stato e usa la sicurezza come clava propagandistica.
Chi governa dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, non delegarle a un nemico di turno.
La sicurezza non migliora accusando i giudici.
Non migliora piegando le istituzioni.
Non migliora con la propaganda.
Meloni governa da anni, ma continua a comportarsi come se fosse all’opposizione. E davanti a questo fallimento, davanti a questo attacco strumentale alla magistratura, sì: dovrebbe vergognarsi.”
