Di Luca Franceschi
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Un governo che pratica solo tagli e un Ministro che crea confusione: così Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella segreteria nazionale del Pd, sintetizza l’ultima mossa del Ministro Schillaci sulla Medicina Generale. Sin dall’inizio della legislatura, il Partito Democratico chiede un investimento straordinario sulle professioni sanitarie e sociosanitarie per colmare le carenze di personale negli ospedali e, soprattutto, per garantire il concreto funzionamento delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità finanziati attraverso il PNRR.
Dopo anni caratterizzati dall’inerzia, il Ministro tenta ora una manovra presentandosi alle Regioni non con una proposta strutturata di decreto-legge, bensì con una serie di slide che suggeriscono un doppio canale organizzativo per i Medici di Medicina Generale, ipotizzando sia il convenzionamento che la dipendenza. Tale approccio è stato adottato senza coinvolgere preventivamente le organizzazioni sindacali dei professionisti interessati e, a quanto pare, nemmeno tutte le componenti della maggioranza di governo, come dimostrano le prese di posizione critiche di Forza Italia.
Le Regioni hanno giustamente richiesto di poter consultare il testo completo del decreto-legge. Una richiesta legittima, secondo Sereni, considerando la complessità della materia e l’esigenza di condurre una discussione sostanziale e approfondita.
Per il Partito Democratico, gli elementi centrali della riforma devono riguardare la garanzia che tutti i cittadini possano accedere a un medico di famiglia, il mantenimento del rapporto fiduciario, il funzionamento ottimale delle Case della Comunità secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 77. I bisogni di salute delle persone e delle comunità si sono evoluti nel tempo: servono pertanto riforme che avvicinino sempre più la risposta sanitaria al territorio e al domicilio, promuovendo il lavoro in équipe multiprofessionale e introducendo innovazioni anche nell’ambito della Medicina Generale.
Tali obiettivi possono essere conseguiti attraverso diverse modalità e strumenti, come dimostrano gli Accordi Integrativi Regionali già sottoscritti con i Medici di Medicina Generale in Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. Il Governo, secondo la valutazione del Pd, dovrebbe trarre ispirazione da questi percorsi virtuosi anziché creare tensioni attraverso interventi episodici, coinvolgendo in una discussione costruttiva tutti gli attori interessati.
