Di Luca Franceschi
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Secondo quanto dichiara Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd, il ministro Schillaci avrebbe subito l’ennesimo fallimento nella gestione delle Case della Comunità. La dirigente dem sostiene che se le notizie di stampa dovessero confermarsi, il ministro si sarebbe accorto soltanto a fine legislatura dell’esistenza di un problema legato all’apertura e al funzionamento di queste strutture, che rappresentano il fulcro della nuova architettura della sanità territoriale e di prossimità.
Sereni evidenzia come le Regioni stessero lavorando attivamente per raggiungere importanti accordi integrativi con i medici di medicina generale, al fine di assicurare la disponibilità di questi professionisti nelle Case della Comunità secondo le attività definite dai Distretti. A fronte di questi sforzi, il ministro avrebbe deciso di intervenire attraverso un decreto senza alcun confronto con i soggetti direttamente interessati.
La situazione attuale rivela una profonda spaccatura all’interno della coalizione di governo su questo impianto, con la conseguenza che le iniziative programmate non vengono attuate. Sereni critica duramente l’assenza di una strategia complessiva di riforma della medicina generale, affermando che un vero dialogo con gli attori del sistema avrebbe dovuto rappresentare il presupposto necessario.
La responsabile dem sottolinea che sarebbero dovuti diventare prioritari il nodo della formazione universitaria e le misure indispensabili per ristabilire il rapporto fiduciario tra medico e paziente, nonché per rendere nuovamente attrattiva la professione medica. Parallelamente, continua a registrarsi una significativa carenza di migliaia di infermieri e di altre figure professionali essenziali per i servizi del territorio.
Sereni conclude rivolgendosi direttamente al ministro Schillaci, chiedendogli di fornire chiarimenti al Parlamento e al Paese in merito alle concrete capacità del Governo di far funzionare le Case della Comunità in conformità ai criteri previsti dal decreto ministeriale 77.
