Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, ha affermato che il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati rappresenta un momento cruciale per il Paese. Intervenendo a Campobasso durante il comizio conclusivo della campagna per il No, Ruotolo ha sottolineato come la questione non riguardi la sopravvivenza del governo Meloni, bensì la preservazione della Costituzione e dell’equilibrio dei poteri che costituisce il fondamento della democrazia italiana.
Secondo l’eurodeputato dem, l’obiettivo reale della riforma sarebbe intimorire e controllare la magistratura, piuttosto che rendere la giustizia più efficiente. Ruotolo ha evidenziato che le parole di esponenti del governo e l’assenza di interventi su organici, risorse e tempi processuali dimostrano questa intenzione. Ha inoltre avvertito che una vittoria del Sì non comporterebbe una giustizia più veloce, ma determinerebbe l’instaurazione di un potere più incontrollato, mentre il No potrebbe bloccare un disegno politico più ampio volto a concentrare il potere e indebolire i contrappesi democratici.
Ruotolo ha connesso il tema della separazione delle carriere a una strategia più complessiva. Ha evidenziato come l’indebolimento della magistratura e il controllo dell’informazione rappresenterebbero due aspetti della medesima strategia diretta a ridurre gli spazi di libertà e di controllo democratico. Ha ribadito che in una democrazia sana l’indipendenza dei giudici non costituisce un privilegio, ma rappresenta una garanzia fondamentale per ogni cittadino.
Il leader dem ha concluso invitando tutti i cittadini a partecipare alle urne il 22 e 23 marzo per votare No, inquadrando la consultazione non come una questione tecnica, bensì come una scelta cruciale sul futuro dell’Italia. La votazione, ha sostenuto, rappresenta una decisione tra un modello in cui il potere viene controllato e uno in cui il potere viene concentrato. L’invito finale è stato quello di difendere la Costituzione e la qualità della democrazia italiana.
