(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Delle due l’una: o il governo condivide le parole della potente capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, e fa finta di nulla, oppure non è nemmeno in grado di ottenerne le dimissioni. Se la zarina di via Arenula resta al suo posto, il messaggio è chiaro: nella maggioranza c’è chi pensa di usare il referendum per indebolire la magistratura e assoggettarla al potere politico.
Intanto le accise non dovevano sparire? Lo aveva promesso la presidente Meloni. Poi il Consiglio dei ministri non ha deciso nulla. E mentre il governo rinvia, i prezzi del carburante salgono e a pagare sono sempre cittadini e imprese. Questa non è solo inefficienza. È una scelta politica: alimentare lo scontro istituzionale e vivere di propaganda, mentre i problemi reali peggiorano.
Noi non possiamo accettarlo. Perché attaccare la magistratura significa indebolire lo Stato di diritto. Promettere e non decidere significa tradire la fiducia dei cittadini. Ignorare il diritto internazionale significa isolare l’Italia. Per questo al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati voteremo convintamente no.
