Di Luca Franceschi
///
Le dimissioni dei componenti delle opposizioni dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai rappresentano un segnale politico di grande rilevanza e mettono in evidenza la serietà della crisi istituzionale che sta attraversando il Paese. Secondo quanto affermato da Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare, da diversi mesi la maggioranza sta paralizzando un organo di garanzia fondamentale del Parlamento, impedendogli di esercitare la sua funzione primaria: vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo.
Nonostante i ripetuti appelli delle opposizioni e il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al pieno funzionamento degli organi di garanzia, la situazione non è cambiata. La Commissione risulta svuotata e priva della sua effettiva capacità di intervento, mentre le decisioni riguardanti la Rai vengono assunte in altre sedi. Il problema non si limita unicamente alla Vigilanza, ma investe l’intero assetto del servizio pubblico.
Secondo Ruotolo, la Rai viene gestita come una dipendenza del partito della Presidente Meloni, anziché essere trattata quale bene comune dei cittadini. Durante questi mesi si è registrata una progressiva erosione del pluralismo, della credibilità e della centralità culturale dell’azienda.
La situazione risulta ulteriormente aggravata dal mancato adeguamento dell’Italia al Media Freedom Act europeo. Né la normativa attuale né la proposta presentata dalla maggioranza garantiscono la reale indipendenza editoriale e funzionale della Rai.
L’esponente dem ribadisce che la Rai non appartiene al governo né a una maggioranza parlamentare, ma rappresenta un servizio pubblico, patrimonio democratico del Paese e diritto fondamentale dei cittadini a un’informazione libera, pluralista e indipendente. È necessaria una riforma autentica, coerente con il Media Freedom Act, che consenta di liberare la Rai rendendola indipendente e autonoma dalla politica.
