Di Luca Franceschi
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Annalisa Corrado, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega alla Conversione ecologica, Clima, Green economy e Agenda 2030, nonché europarlamentare, critica duramente l’operato del governo sulla questione energetica. Secondo Corrado, negli ultimi quattro anni il Paese avrebbe avuto tutto il tempo necessario per prepararsi a una nuova crisi energetica, soprattutto in seguito alla crisi scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina.
La rappresentante del Pd sottolinea che per tre anni e mezzo il governo, definito “stabile”, non ha ritenuto opportuno accogliere le proposte avanzate dalle opposizioni. Nonostante una costante disponibilità, le iniziative del centrosinistra sulla riduzione della dipendenza dal gas nel settore energetico e da petrolio nei trasporti non hanno trovato ascolto presso l’esecutivo.
Corrado denuncia inoltre come il governo non abbia affrontato le gravi speculazioni che il sistema energetico non riesce a contenere, nonostante l’opposizione avesse proposto soluzioni concrete. Secondo l’europarlamentare, l’esecutivo avrebbe preferito attribuire responsabilità a soggetti esterni – dal passato ai comunisti, dall’Europa fino a capri espiatori generici – piuttosto che implementare azioni concrete.
La critica più severa riguarda le scelte di priorità dell’esecutivo. Corrado afferma che il governo ha privilegiato gli interessi delle grandi compagnie energetiche e quelli legati all’internazionale rappresentata da Donald Trump, piuttosto che perseguire l’interesse nazionale dell’Italia. I risultati di queste scelte, conclude Corrado, sono oggi evidenti a tutti, una situazione che contraddice gli stessi principi del sovranismo con cui il governo si autodefinisce.
