Di Luca Franceschi
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La posizione assunta dal ministro della Cultura Alessandro Giuli in merito all’esclusione della Federazione russa dalla 61esima Esposizione internazionale d’Arte di Venezia rappresenta una scelta di buon senso. Tale orientamento, inoltre, si allinea con la volontà manifestata dalla maggioranza degli Stati membri dell’Unione europea, come dimostrato dalla lettera sottoscritta da oltre 20 ministri della Cultura e degli Affari Esteri dei Paesi Ue, inviata ai componenti del Consiglio di amministrazione della Biennale. Nel documento, i firmatari hanno giudicato “inaccettabile nelle attuali circostanze” la partecipazione della Russia alla prestigiosa manifestazione veneziana.
Sebbene nessuno contesti che l’arte debba essere fondata sui principi della libertà di espressione e creativa, appare incoerente consentire la partecipazione di uno Stato che conduce una guerra di invasione, caratterizzata da bombardamenti indiscriminati ai danni della popolazione civile, a un evento culturale di rilievo internazionale. Tale permissività entrerebbe in contrasto diretto con la posizione di condanna unanime espressa verso la Federazione Russa in tutti i consessi internazionali.
Per questi motivi, viene confermato il pieno sostegno alle iniziative intraprese sino a ora dal ministro Giuli per escludere la Russia dalla Biennale di Venezia. È fondamentale impedire che la libertà culturale e di espressione vengano utilizzate come strumento per mascherare la disinformazione, la manipolazione cognitiva e la propaganda di Stati ostili all’Occidente.
