Di Luca Franceschi
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Annalisa Corrado, eurodeputata del Partito Democratico e responsabile Ambiente, chiede al governo Meloni di smettere di “nascondersi” sulla questione mediorientale. In occasione della riunione odierna del Consiglio Affari Esteri, la politica dem sostiene che l’esecutivo non può più procrastinare su una decisione ormai inevitabile.
Dopo aver già sospeso il memorandum sulla difesa Italia-Israele, secondo Corrado sarebbe paradossale se il governo italiano continuasse a bloccare la sospensione dell’Accordo di Associazione con lo Stato ebraico. L’eurodeputata denuncia il cosiddetto “ostruzionismo italiano” che, insieme a quello tedesco, ha impedito negli ultimi due anni una decisione ritenuta necessaria dalla comunità internazionale.
La richiesta di sospendere l’accordo arriva da più di un milione di cittadini europei ed è ormai urgente, secondo Corrado. Ella critica aspramente il “doppio standard” che caratterizza la politica estera italiana, definendolo come non più tollerabile e incoerente rispetto ai principi dichiarati.
L’articolo 2 dell’Accordo di Associazione Ue-Israele stabilisce esplicitamente che l’applicazione dello stesso è subordinata al pieno rispetto dei diritti umani. Corrado elenca una serie di violazioni gravi: oltre 70.000 morti causati dalle operazioni militari israeliane, l’approvazione della pena di morte per i palestinesi, l’espansione degli insediamenti illegali in Cisgiordania e l’utilizzo della fame come strumento di guerra.
Proseguendo nell’elenco delle violazioni, Corrado segnala l’uso sistematico della tortura, la detenzione arbitraria di migliaia di palestinesi negli istituti penitenziari israeliani, privati dei diritti umani fondamentali, oltre alla guerra unilaterale condotta contro Libano e Iran. Secondo l’eurodeputata dem, l’articolo 2 dell’accordo è stato “ampiamente calpestato” e chiede direttamente a Meloni e Tajani quali dubbi possono ancora avere sulla necessità di sospendere l’intesa.
