Di Luca Franceschi
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Modificare la legge elettorale verso la fine della legislatura utilizzando la forza della maggioranza rappresenta un errore ricorrente nella storia politica italiana. La storia insegna che gli elettori hanno regolarmente punito nelle urne chi ha tentato di stravolgere le regole del gioco sulla base dei propri interessi. Nel caso attuale, il tentativo del governo Meloni appare ancora più sfacciato e disperato rispetto ai precedenti tentativi.
Il sistema elettorale elaborato dalla maggioranza di governo presenta numerose incongruenze e assurdità, tanto che persino all’interno della coalizione di governo faticano a trovare un accordo su come renderlo almeno minimamente presentabile. Questo rivela le profonde contraddizioni interne al progetto.
Secondo la critica mossa da esponenti dell’opposizione, il governo e la sua maggioranza non stanno utilizzando lo scorcio finale della legislatura per affrontare le questioni che stanno a cuore ai cittadini. Dopo quattro anni caratterizzati da riforme incompiute e promesse disattese nei settori cruciali come la sanità, il diritto allo studio, la fiscalità e il sistema pensionistico, la priorità rimane quella di piegare le regole elettorali a proprio vantaggio.
Secondo questa interpretazione, si tratta di una posizione politica che rivela la disperazione di una forza di governo che non ritiene di poter vincere le elezioni sulla base dei risultati ottenuti dalla propria attività amministrativa. L’obiettivo diventa allora quello di restare aggrappati al potere attraverso l’elaborazione di un sistema elettorale costruito su misura per garantire vantaggi competitivi artificiali.
