Di Luca Franceschi
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La maggioranza di governo ha interpretato male i dati Istat sulla redistribuzione del reddito, commettendo un errore di lettura che lo stesso istituto statistico ha dovuto correggere con un comunicato ufficiale. Secondo quanto riportato dal Partito Democratico, i numeri raccontano una storia ben diversa da quella celebrata dalla destra.
I dati Istat mostrano chiaramente che tra il 2024 e il 2025 la diseguaglianza dei redditi familiari è cresciuta. L’indice di diseguaglianza prima dell’intervento pubblico è salito da 46,48 a 47,28 punti. Ancora più significativo è l’aumento registrato dopo l’applicazione di tasse e trasferimenti monetari, incluse le pensioni: l’indice è passato da 30,40 a 31,17.
Le misure adottate dal governo Meloni nel 2025 hanno avuto un effetto limitato: hanno soltanto contenuto il peggioramento dell’indice di diseguaglianza, impedendo che salisse di ulteriori 0,24 punti. Il contributo maggiore a questo contenimento viene dalle modifiche pensate per attenuare le conseguenze della transizione dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di inclusione, che hanno limitato il deterioramento di 0,13 punti percentuali. Tuttavia, la stessa transizione nel 2023 aveva già provocato un peggioramento dell’indice di 0,22 punti percentuali, creando una situazione di difficile accesso alle misure di povertà.
La conclusione rimane sobria: non c’è motivo di essere soddisfatti dei risultati emersi dalle statistiche.
