Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna a denunciare le scelte del Governo in materia di cultura attraverso le parole del senatore Aloisio, membro della 7ª Commissione del Senato. L’occasione è l’esito dei lavori della Conferenza Unificata del 23 luglio scorso, che ha visto l’approvazione di un nuovo provvedimento destinato a far discutere.
Tra i vari punti all’ordine del giorno è stata infatti raggiunta l’intesa sullo schema di decreto del Ministero della Cultura che istituisce l’ennesimo Comitato tecnico-scientifico, questa volta dedicato agli enti e alle manifestazioni di rievocazione storica. Una decisione che per il parlamentare pentastellato rappresenta l’emblema di priorità governative drammaticamente distanti dalle reali necessità del comparto culturale nazionale.
La critica si concentra su quella che viene definita una vera e propria ossessione nella creazione di sovrastrutture burocratiche, commissioni di valutazione e comitati ad hoc, mentre il settore della cultura pubblica e della tutela dei beni culturali attraversa una fase di profonda difficoltà. Il senatore Aloisio tiene a precisare che non si tratta di una posizione contraria alle tradizioni e alla storia locale, ma di una questione di priorità in un momento di emergenza.
La situazione descritta dal rappresentante del Movimento 5 Stelle è allarmante: musei e archivi storici che operano con organici ridotti all’osso, siti archeologici che mancano della necessaria manutenzione ordinaria, giovani professionisti del settore culturale costretti a subire forme di lavoro precario o retribuzioni inadeguate. In questo contesto di crisi generalizzata, la risposta istituzionale che prevede la moltiplicazione di poltrone e tavoli tecnici appare del tutto inadeguata e fuori contesto.
Il Movimento 5 Stelle annuncia di non voler restare in silenzio di fronte a quello che considera un continuo svilimento delle istituzioni culturali. La posizione espressa sottolinea la necessità di un cambio di rotta radicale nelle politiche culturali, con interventi concreti a sostegno del patrimonio e dei lavoratori del settore, piuttosto che la creazione di ulteriori organismi che rischiano di tradursi in meri poltronifici e operazioni di propaganda.
