Di Luca Franceschi
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Ottant’anni fa gli italiani e le italiane compirono una scelta storica fondamentale: optarono per la Repubblica respingendo anni di monarchia, fascismo, guerra e dittatura. Con questa decisione, la nazione abbracciò i valori della democrazia, della libertà e della partecipazione consapevole alla vita pubblica, scegliendo una Repubblica costruita sul rifiuto del fascismo. I Costituenti elaborarono successivamente una Carta fondamentale tra le più significative e progressive a livello mondiale, un documento che pone al suo centro il lavoro, i diritti universali, la pace e il rispetto della dignità umana.
Il 2 giugno rappresenta pertanto la celebrazione della democrazia riconquistata dal popolo italiano. La ricorrenza è dedicata a tutte le donne e gli uomini che parteciparono alla Resistenza, ai partigiani che combatterono e persero la vita per liberare il Paese dal dominio nazifascista, sacrificando se stessi per il bene della nazione.
Tuttavia il significato del 2 giugno non rimane ancorato al passato, ma parla con forza anche al presente. In un contesto mondiale caratterizzato da conflitti armati, da rigurgiti nazionalisti, da sentimenti di paura crescente e da una destra globale che frequentemente propugna la logica dello scontro e della prepotenza, è imperativo riscoprire lo spirito originario su cui poggia la Repubblica e la Costituzione italiana. Tale spirito, essenzialmente, è uno spirito di pace.
La pace nel Medio Oriente e la pace in Ucraina rappresentano obiettivi prioritari che devono essere perseguiti attraverso il dialogo costruttivo, il rispetto del diritto internazionale, l’affermazione del multilateralismo e il ruolo centrale delle Nazioni Unite. È fondamentale comprendere che la pace non costituisce una manifestazione di debolezza, bensì la responsabilità politica più grande e impegnativa dell’epoca contemporanea.
Pertanto, in questa giornata dedicata alla Repubblica, difendere la Costituzione equivale a difendere la democrazia, i diritti fondamentali, le libertà individuali e collettive, nonché la convivenza pacifica tra i popoli. La Repubblica antifascista e la Costituzione italiana rimangono i pilastri sui quali costruire il futuro.
