Di Luca Franceschi
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Immaginare un futuro più sostenibile non è sufficiente: occorre progettarlo concretamente. Con questa consapevolezza prende avvio la prima edizione dell’hackathon dedicato agli obiettivi dell’Agenda 2030, promosso dalla Direzione Istruzione e Formazione italiana per il prossimo quinquennio in collaborazione con Oxfam Italia – sezione Alto Adige e il Centro giovanile Papparlapapp. L’iniziativa coinvolge circa 160 studentesse e studenti provenienti da nove scuole secondarie di secondo grado in lingua italiana della provincia. Nel corso dell’anno accademico in questione analizzeranno problematiche concrete del territorio e svilupperanno proposte innovative ispirate, in questa prima edizione, a tre obiettivi strategici dell’Agenda 2030: sconfiggere la povertà, sconfiggere la fame e ridurre le diseguaglianze.
I ragazzi stanno già partecipando agli incontri preparatori che li guideranno verso la sfida finale al NOI Techpark il 22 aprile, una data altamente simbolica che coincide con la Giornata della Terra. Un legame non casuale, che rafforza il messaggio del progetto e richiama l’urgenza di un impegno concreto per un futuro più giusto e sostenibile. Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione italiana, ha sottolineato il valore formativo e civico dell’iniziativa.
La prima edizione di un percorso pluriennale affronterà diversi obiettivi dell’Agenda 2030, consolidando una rete educativa territoriale e offrendo alle nuove generazioni strumenti concreti per diventare protagoniste del cambiamento.
Vincenzo Gullotta, sovrintendente scolastico, chiarisce la natura dell’progetto: “Non si tratta di un compito in classe, né di una gara. Le studentesse e gli studenti sono chiamati a mettersi in gioco in prima persona, a confrontarsi, a collaborare, a prendere decisioni e a dialogare con il territorio. Il progetto prevede infatti il coinvolgimento di numerosi stakeholder locali, che contribuiranno con competenze, testimonianze e feedback”.
Galateo aggiunge: “Vogliamo mettere al centro i punti di vista delle nostre studentesse e dei nostri studenti, affinché si sentano protagonisti attivi e consapevoli. Offrire loro l’opportunità di confrontarsi con problemi reali, di lavorare in squadra e di dialogare con esperti e realtà del territorio significa investire in competenze trasversali fondamentali e in una cittadinanza responsabile”.

