Di Luca Franceschi
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Ieri a Bruxelles due europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra sono state sottoposte a un trattamento particolarmente duro da parte della polizia belga. Benedetta Scuderi è stata bloccata, strattonata e spostata con la forza mentre stava semplicemente camminando con una bandiera della pace in mano nei pressi di un sit-in d’ispirazione neonazista. Nello stesso contesto, anche Cristina Guarda è stata allontanata dalla polizia mentre teneva in mano il cartello “United in Europe” per protestare pacificamente davanti alla medesima manifestazione.
I leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno commentato l’accaduto chiedendo al ministro Tajani di intervenire urgentemente presso il suo omologo belga per ottenere spiegazioni su quanto avvenuto.
Nel pomeriggio di ieri, Scuderi stava liberamente camminando in una zona adiacente a quella dove si svolgeva la manifestazione dell’ultradestra, quando è stata fermata dalla polizia che faceva riferimento anche alla bandiera della pace che la collega portava con sé. Anche dopo essersi identificata e aver mostrato il cartellino che aveva al collo, è stata strattonata dagli agenti e trascinata via nonostante avesse ormai riposto la bandiera. È stata quindi spinta a terra e prelevata di peso, per essere trasportata dall’altra parte della strada.
Guarda, invece, si trovava da sola davanti al presidio dove in silenzio e in maniera non violenta ha sollevato un cartello. È stata immediatamente allontanata dalla polizia belga. Nonostante non opponesse alcuna resistenza, è stata spostata fisicamente dagli agenti che, toccandole il braccio e la spalla, l’hanno spinta fuori dalla manifestazione.
Secondo Bonelli e Fratoianni, è allucinante che a delle persone, a prescindere dal fatto che siano parlamentari europei, venga impedito di camminare liberamente in una pubblica via o di dissentire pacificamente e che addirittura venga applicato l’uso della forza. Il fatto che ciò sia accaduto nei confronti di membri del Parlamento davanti all’istituzione che rappresenta solleva serie preoccupazioni sullo stato delle nostre democrazie. Nel contempo, nella zona antistante, un gruppo di neonazisti inneggia alla deportazione, alla remigrazione e al razzismo, mettendo in discussione le libertà più elementari della persona.
I due esponenti di Avs concludono affermando che il ministro Tajani deve chiedere conto di questi fatti incresciosi al suo omologo belga con la massima urgenza.
