(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Le dichiarazioni di Landini e della CGIL sul Venezuela certificano una deriva ormai evidente anche sul piano territoriale. Non si tratta di un episodio isolato né di una forzatura verbale: è una linea politica che trova riscontro anche a Brescia, dove una parte della sinistra continua a esporsi con posizioni ideologiche che nulla hanno a che fare con la difesa del lavoro e delle libertà.
Nel nostro territorio, fatto di imprese, manifattura, artigianato e sacrificio quotidiano, vedere chi si dice rappresentante dei lavoratori arrivare a giustificare o difendere un regime autoritario come quello di Maduro è un fatto grave.
È un’offesa ai lavoratori bresciani, che chiedono sicurezza, stabilità, rispetto e non lezioni ideologiche lontane dalla realtà.
A Brescia la CGIL e una certa sinistra parlano sempre meno di salari, sicurezza sul lavoro, costo della vita, competitività delle aziende.
Preferiscono inseguire battaglie politiche esterne, schierandosi sistematicamente dalla parte sbagliata: prima le ambiguità sulle piazze pro Palestina senza distinguo, oggi la difesa di una dittatura che reprime opposizione, sindacati liberi e diritti fondamentali.
Questa non è più rappresentanza sociale, è militanza ideologica.
Ed è il motivo per cui la perdita di credibilità di una certa sinistra è sotto gli occhi di tutti, anche sul nostro territorio.
I cittadini hanno capito la differenza tra chi usa il lavoro come pretesto politico e chi, invece, difende concretamente sicurezza, libertà e interesse nazionale.
Ed è anche per questo che cresce il consenso verso chi governa con serietà e chiarezza, senza ambiguità e senza doppi standard.
Mentre la sinistra difende regimi e dittatori, c’è chi difende l’Italia e i suoi lavoratori”.
Lo dice Cristina Almici, deputato bresciano di Fratelli d’Italia.
