Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni subisce un’altra battuta d’arresto sul fronte europeo con l’assegnazione della sede dell’Agenzia Europea delle Dogane alla città francese di Lille, mentre Roma perde così una prestigiosa opportunità di ospitare un organismo comunitario di grande rilevanza.
La sconfitta arriva in un momento particolare, mentre l’esecutivo sta portando avanti in Parlamento un disegno di legge costituzionale su Roma Capitale che secondo le opposizioni presenta numerose criticità e non risponde alle reali esigenze amministrative della città.
La mancata assegnazione dell’agenzia europea viene interpretata come l’ennesima dimostrazione dell’incapacità del governo di garantire alla Capitale italiana il ruolo di sede internazionale che meriterebbe, nonostante le ambizioni dichiarate di rafforzare il peso dell’Italia negli organismi europei.
Particolarmente significativo appare il fatto che alla seduta di presentazione della candidatura di Roma, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non si sia nemmeno presentato, un segnale che secondo i critici rivela quale sia stato fin dall’inizio l’effettivo impegno dell’esecutivo per questa importante partita europea.
La vicenda riaccende così il dibattito sul rapporto tra governo centrale e Roma Capitale, con le opposizioni che accusano l’esecutivo di prendere in giro la città con provvedimenti legislativi inadeguati mentre contemporaneamente non riesce a valorizzarne il potenziale a livello internazionale.
La perdita dell’Agenzia Europea delle Dogane rappresenta non solo un mancato prestigio per la Capitale, ma anche un’occasione economica e occupazionale sfumata, in un momento in cui Roma avrebbe particolare bisogno di attrarre investimenti e opportunità di sviluppo.
