(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Università di Bolzano, bene apertura sulla presidenza da Kompatscher ma sugli italiani devono decidere gli italiani. Sulla vicenda della presidenza della Libera Università di Bolzano due dati emergono con chiarezza a proposito di disagi al centro della discussione di questi ultimi mesi: fare cadere la pregiudiziale per cui i posti di vertice possano spettare anche al gruppo linguistico italiano, qualora ovviamente possano essere messe in campo competenze e autorevolezza, e il secondo punto ancora più importante è che quando è un italiano a dover essere scelto, questo deve esserlo dagli italiani e non indicato dalla Svp o in senso più generale dal gruppo linguistico tedesco.
Bene, anzi benissimo che ciascun gruppo dialoghi nel trovare con l’altro le soluzioni più condivise, che quando si tratta di persone hanno a che vedere con la verifica delle competenze, auspichiamo sempre. Ma infine, dopo il dialogo, sia il gruppo linguistico italiano a scegliere chi lo debba rappresentare. Importante e apprezzato che il presidente Kompatscher abbia proposto quindi un italiano al vertice di Unibz.
A questo punto, siano gli italiani a decidere il nome o la formula migliore per garantire rappresentatività e soprattutto la possibilità di venire riconosciuti come centrali nei processi decisionali, e benissimo ha fatto il vicepresidente della Provincia Galateo d’intesa con tutto il partito a ricordare un tema annoso e irrisolto (si pensi che era oggetto di iniziativa politica, anche da parte del sottoscritto, quando era in Provincia ormai alcuni anni fa) ossia quello delle abilitazioni dell’insegnanti di lingua italiana alle medesime condizioni degli insegnanti di lingua tedesca.
Quindi, un ruolo strategico nella centrale decisionale della Libera Università di Bolzano da parte anche della componente italiana, addirittura con un ruolo di vertice, fa piacere venga riconosciuto come una prospettiva normale, anche da parte del presidente Kompatscher. È un passo importante. Ma sugli italiani decidano gli Italiani in un “Mitsprachrecht” (una condivisione) importante ma che infine riconosca a ciascun gruppo linguistico i suoi spazi di autonomia.
Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige
