(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le dichiarazioni dell’ammiraglio Cavo Dragone che minaccia la guerra preventiva contro la Russia sono provocatorie, folli e irresponsabili perché alzano la tensione rendendo ancor più difficile un negoziato già complesso.
Evocare la guerra non aiuta la pace, lo capiscono tutti, a partire da chi lo fa.
Dai vertici della Nato e dell’Unione europea ai principali governi europei – italiano compreso – arrivano ogni giorno dichiarazioni sempre più aggressive e bellicose sull’urgenza di riarmarsi, attrezzarsi e arruolarsi per fronteggiare il nemico russo, evocando un fantasma che proprio così rischia di materializzarsi.
Chi lavora contro la pace per la continuazione della guerra in Ucraina non sta facendo il bene degli ucraini e nemmeno dei cittadini europei che dice di voler proteggere e che invece così sono sempre più in pericolo, oltre che più poveri per il caro-guerra e i costi del riarmo.
Gli unici a guadagnarci sono i produttori di armi che continuano a macinare profitti record e che scendono in borsa ogni volta che si parla di pace.
L’unica sicurezza è la pace, che si fa con il dialogo, non con le minacce.
Lo dichiarano i capogruppo M5S in Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton, con i loro colleghi di commissione Marco Pellegrini, Mario Perantoni ed Ettore Licheri, aggiungendo che i pacifinti leghisti che hanno sempre sostenuto al linea bellicista del governo e oggi criticano l’ammiraglio Cavo Dragone indossando la maschera pacifista dovranno presto gettarla, quando il Parlamento dovrà autorizzare un altro anno di invio armi.
