Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle attacca duramente la Rai attraverso i suoi esponenti in commissione di vigilanza, denunciando quella che definiscono un’operazione mirata contro il programma Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci.
Secondo i pentastellati, l’emittente pubblica improvvisamente riscopre principi di correttezza, imparzialità e codice etico proprio nel momento in cui si trova a gestire la vicenda legata a Ranucci. Una coincidenza che il M5S non esita a definire sospetta.
I rappresentanti del movimento fanno notare come in Rai vi siano giornalisti che hanno negato i massacri in Palestina, citando il caso di Incoronata Boccia, o altri che avrebbero paragonato Gaza a Miami, come Monteleone. Eppure le verifiche interne vengono attivate esclusivamente contro Report.
Il M5S si interroga sulle ragioni di tanto zelo, fornendo una propria interpretazione: l’obiettivo sarebbe arrivare a novembre con un nuovo conduttore alla guida del programma. Secondo questa ricostruzione, il vero scopo dell’operazione sarebbe estromettere Ranucci dalla conduzione di Report.
Le verifiche in corso rappresenterebbero solo l’ultimo tassello di una strategia più ampia, che avrebbe visto nei mesi precedenti azioni di mobbing, riduzione delle risorse e taglio di puntate. Il M5S sottolinea come le dichiarazioni del ministro Urso della scorsa settimana fossero propedeutiche all’azione di oggi.
Queste mosse sarebbero inoltre funzionali a un definitivo attacco alla tutela delle fonti giornalistiche, considerata dai pentastellati un pilastro delle democrazie sostanziali e non solo formali.
Il movimento denuncia una gestione a due velocità dell’azienda: protezione e contratti d’oro per gli amici, mentre per tutti gli altri il vicedirettore generale Giampaolo Rossi mostrerebbe il volto duro. Secondo il M5S, sarebbe ormai chiaro a tutti che Rossi starebbe semplicemente eseguendo un piano orchestrato da Palazzo Chigi per colpire Report e la sua redazione.
La conclusione è un invito alla chiarezza: invece di nascondersi vigliaccamente dietro procedure e codicilli, i responsabili dovrebbero avere il coraggio di dichiarare apertamente le proprie intenzioni.
