Di Luca Franceschi
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La capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Industria e Agricoltura al Senato, Sabrina Licheri, è intervenuta duramente sulla questione delle lungaggini legate a Transizione 5.0.
Il ministro Urso ha dichiarato oggi che il vincolo del “made in Ue” sui macchinari era sbagliato e che il suo dicastero aveva espresso parere contrario, ma che tale vincolo è stato comunque inserito nella legge di Bilancio. Una dichiarazione che rappresenta un’accusa nemmeno troppo velata nei confronti di Giancarlo Giorgetti, considerato che la legge di Bilancio non si è scritta da sola.
Mentre si assiste a questa soap opera indegna tra i due ministri, le imprese italiane hanno perso metà del 2026 per poter effettuare investimenti. Tra circa un mese si ritroveranno inoltre alle prese con un nuovo ginepraio di adempimenti burocratici per riuscire ad ottenere le tanto agognate agevolazioni.
Urso, che non ne azzecca una da quando era rappresentante di istituto alle scuole superiori, ha ribadito anche oggi che le imprese “apprezzano tantissimo” il pacchetto. Tuttavia, appena due giorni fa, da Confindustria Lombardia è arrivato un segnale chiaro su Transizione 5.0 con l’espressione “Ci cascano le braccia”.
Che Urso viva su Marte è ormai chiaro a tutti, meno che a Giorgia Meloni, conclude la nota della senatrice pentastellata.
