(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La mattina del 20 maggio 1999, un commando armato delle Nuove Brigate Rosse uccide a Roma, in via Salaria, il professor Massimo D’Antona, consulente giuridico del ministro del Lavoro del Governo D’Alema, Antonio Bassolino.
Lo ricorda Umberto Broccoli a “Successo. Storie e voci dal Novecento”, in onda mercoledì 20 maggio alle 5.35 su Rai Radio 1.
Si tratta di un attentato rivendicato dopo poche ore dalle “Brigate Rosse per la costruzione del Partito comunista combattente” (Br-Pcc), tramite una risoluzione strategica di 28 pagine.
Da quella mattina comincia l’inchiesta giudiziaria che porterà poi allo smantellamento delle nuove Br.
Dopo otto anni, a giugno del 2007, diventano definitivi gli ergastoli inflitti a tre esponenti del Gruppo Armato: Nadia Desdemona Lioce, considerata la mente, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma accusati proprio dell’omicidio di D’Antona.
A seguire, il protagonista è Renato Carosone, cantautore, pianista, direttore d’orchestra e compositore, scomparso il 20 maggio 2001.
Tra i più grandi autori e interpreti della canzone napoletana e della musica leggera italiana, nel periodo che va dal secondo dopoguerra alla fine degli anni Novanta, all’artista va il merito di avere fuso i ritmi della tarantella con melodie africane e americane e creato un genere musicale ballabile e adeguato ai tempi.
Ne parla con il cantautore e musicista Gegè Telesforo ascoltando qualche audio del tempo.
In chiusura, la voce e una riflessione del filosofo Paul Ricœur.
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