(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“In questi mesi ho girato l’Italia in lungo e in largo, dal Piemonte alla Puglia passando per la Lombardia e il Molise. Sono stata ai cancelli degli stabilimenti Eni, a Termoli dove probabilmente la Gigafactory non ci sarà mai, alle tante delocalizzazioni e crisi del nostro territorio: Iveco, Italdesign, Lear, Stellantis. Il sentimento è sempre lo stesso: la paura di perdere il proprio posto di lavoro e la dignità del lavoro.
Non sono solo vertenze sindacali, non è solo lo sciopero generale della Cgil a cui siamo oggi: sono famiglie, sono vite sospese. Ho portato le loro voci e la loro rabbia in Parlamento insieme alle nostre proposte: il fondo per il sostegno ai cassintegrati, il salario minimo, la legge Olivetti e la Millionaire tax per ridurre le diseguaglianze.
Non è possibile che si trovino sempre soldi per le armi e che chi delocalizza prenda soldi dallo Stato. Basta: la priorità sono i lavoratori e i loro stipendi. Un Paese in cui chi lavora e si spacca la schiena è povero non è il Paese che vogliamo. Ecco perché siamo al loro fianco e continueremo a esserlo”.
Così la deputata del M5S, Chiara Appendino, dalla piazza di Torino nel giorno dello sciopero generale della Cgil.
