(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La questione sanitaria è una questione di classe, ormai. Per curarsi non occorre più la tessera sanitaria, ma la carta di credito, considerando che 6 milioni di cittadini rinunciano alle cure a causa delle liste d’attesa o delle risorse economiche assenti.
Si chiama classismo e del resto classista è la politica di questo governo in ogni ambito. Il sostegno alle classi sociali in difficoltà è sostanzialmente assente e non si tratta di assistenzialismo, ma di giustizia sociale.
La narrazione del governo Meloni sui fondi destinati alla sanità è tossica: tutti i governi hanno messo più risorse, nessuno escluso, ma i fatti ci dicono che per far pari con il fabbisogno mancano 17 miliardi e per raggiungere la media europea ne mancano addirittura 48.
Guarda caso, la stessa cifra che spendono di tasca loro i cittadini per il privato, tra esami, visite, assicurazioni. I diritti non si dovrebbero mai pagare, dovrebbero essere garantiti dallo Stato e quello alla salute resta fondamentale, non opzionabile e non negoziabile.
Questa mozione vuole dare indicazioni al governo sulle linee da seguire per garantire il diritto alla cura senza lasciare nessuno indietro. Non è più tollerabile che i decreti attuativi restino nei cassetti dei ministeri, mentre i cittadini attendono mesi per una visita.
Non è più accettabile che i dati ufficiali non siano pienamente trasparenti. Non è più giustificabile che la spesa sanitaria venga compressa in nome dei vincoli di bilancio o che sia sacrificata a dispetto di enormi e spropositate risorse destinate agli armamenti.
La salute non è una merce, non è un privilegio per chi non può pagare e non è un capitolo residuale di bilancio, ma è il fondamento della Repubblica. Ogni euro sottratto alla sanità pubblica si traduce in maggiori disuguaglianze, maggiore spesa per i cittadini e tradimento della Costituzione.
Lo ha dichiarato in Aula alla Camera Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S, illustrando la mozione a prima firma Conte sulle liste d’attesa.
