Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama ha preso la parola in aula per difendere il diritto alla salute dei connazionali residenti all’estero, denunciando quello che definisce un nuovo attacco ai diritti dei cittadini italiani.
Secondo quanto dichiarato, con la motivazione di voler estendere l’assistenza sanitaria, la maggioranza di governo avrebbe introdotto una tessera sanitaria a pagamento destinata ai tre milioni di italiani residenti in Paesi extra europei e iscritti all’AIRE.
Da questo momento in poi, questi connazionali dovranno versare 2mila euro all’anno per poter accedere al Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di una tariffa fissa che non tiene conto del reddito del cittadino, dell’età anagrafica o delle reali necessità di assistenza sanitaria.
Il parlamentare pentastellato ha riferito che in Commissione è stato svolto un lavoro continuo per modificare questa normativa, ritenuta ingiusta. Sono state avanzate proposte per rendere l’importo proporzionale al reddito e per tutelare le categorie più vulnerabili come i pensionati e le persone con disabilità.
Tuttavia, tutte le proposte di equità presentate dall’opposizione sono state respinte dal Governo, che non avrebbe aperto alcun confronto nel merito delle questioni sollevate.
Nella nota si sottolinea come questo provvedimento vada a smantellare il principio fondamentale secondo cui la salute rappresenta un diritto universale e non un privilegio riservato a chi ha maggiori disponibilità economiche.
L’accusa finale è che il governo stia cercando di fare cassa sulla pelle dei cittadini italiani, trasformando un diritto costituzionale in una prestazione a pagamento per una fascia importante di connazionali che vivono fuori dall’Unione Europea.
