(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È sconcertante apprendere che, dopo quasi un’intera legislatura, il ministro della Salute dichiari finalmente di possedere i dati sulle liste d’attesa.
Questa non è una notizia positiva, ma la certificazione di un vuoto amministrativo durato anni, durante i quali il diritto alla salute dei cittadini è stato lasciato nel limbo della disorganizzazione e dell’indifferenza istituzionale.
Affermare oggi che si può finalmente intervenire significa ammettere implicitamente di aver navigato a vista per tutto questo tempo, ignorando il calvario quotidiano di milioni di italiani che, nel silenzio del governo, sono stati costretti a rinunciare alle cure o a indebitarsi per accedere alle prestazioni private.
Le soluzioni prospettate, come il blocco dell’attività intramoenia o le minacce di commissariamento alle Regioni, appaiono come l’ennesimo tentativo di scaricare le responsabilità dell’esecutivo su altri attori del sistema sanitario.
Ogni volta che i ministri di questo governo aprono bocca ci convincono sempre più del dilettantismo con il quale hanno gestito la cosa pubblica.
Dopo anni di promesse elettorali e decreti spot rivelatisi scatole vuote, il bilancio sulla salute dei cittadini è tragicamente fallimentare e la credibilità di questo ministero è ridotta ai minimi termini.
Basta con queste dichiarazioni fuori luogo, adesso serve davvero un piano per salvare la sanità pubblica.
