(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il rapporto della Ragioneria Generale dello Stato sulla spesa sanitaria non è un semplice bollettino statistico. È la radiografia di un Sistema sanitario nazionale in progressiva decomposizione, che sta cedendo sotto la pressione di un finanziamento pubblico inadeguato. La conclusione è una sola: l’Italia spende di più, ma non spende meglio e, soprattutto, sta rinunciando al principio dell’equità.
Il dato più allarmante non è la crescita fisiologica, ma la voragine che si sta aprendo tra pubblico e privato. La spesa privata delle famiglie cresce a un ritmo del 7,7%. Quei 46 miliardi di euro pagati direttamente di tasca propria dai cittadini per visite, cure e interventi non sono una scelta, sono la cartina di tornasole di un SSN che non riesce più a rispondere.
È la prova che stiamo privatizzando silenziosamente il diritto alla salute, rendendolo un privilegio per chi può permetterselo. La crescita della spesa, in gran parte assorbita da costi strutturali come personale e farmaceutica, si scarica a macchia di leopardo sui territori.
Con 16 Regioni in disavanzo per oltre 2,5 miliardi – il livello più alto del decennio – si crea un circolo vizioso di tagli e razionamento che alimenta le disuguaglianze. La coperta è troppo corta: per tamponare i buchi si sottraggono risorse ad altri servizi, indebolendo l’intera programmazione socio-sanitaria.
La fotografia della Ragioneria il ritratto di uno stress permanente e strutturale. Il modello è al collasso perché si è pensato di governare la complessità con la logica del risparmio a tutti i costi, invece che con investimenti strategici.
La domanda centrale oggi non è se la spesa crescerà, ma chi la pagherà. E il rapporto ci dice che, se non invertiamo la rotta, a pagare saranno sempre di più i singoli cittadini, in misura proporzionale al loro reddito e alla Regione in cui vivono.
Serve una svolta politica coraggiosa che rimetta al centro il finanziamento pubblico, adeguato e stabile, del Servizio Sanitario Nazionale. È necessario un piano di investimenti straordinari per rafforzare la sanità territoriale, ridurre le liste d’attesa e riportare la domanda di salute dentro i livelli essenziali di assistenza.
Dobbiamo scegliere se vogliamo un Paese in cui la salute è un diritto universale o un bene di mercato. I dati ci dicono che stiamo scivolando verso la seconda opzione. È nostro dovere fermare questa deriva”.
Così in una nota Mariolina Castellone, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in X Commissione e vicepresidente del Senato.
