Di Luca Franceschi
///
La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha depositato un’interrogazione al Ministro della Salute per chiedere risposte immediate sul drammatico deterioramento del Servizio Sanitario Nazionale italiano. La parlamentare fa riferimento all’ultimo Country Report 2026 della Commissione Europea, che traccia un quadro allarmante della situazione sanitaria nel nostro Paese.
Secondo la senatrice, il documento di Bruxelles rappresenta molto più di un semplice segnale di allarme: si tratta della certificazione di un crollo strutturale che sta minando il pilastro fondamentale del welfare italiano e violando l’articolo 32 della Costituzione, quello che garantisce il diritto alla salute.
I numeri contenuti nel report europeo delineano uno scenario di vera e propria emergenza sociale. Nel 2024 la percentuale di cittadini che hanno dovuto rinunciare alle cure mediche è salita al 9,9 per cento, un dato in forte crescita rispetto al 6,3 per cento registrato nel 2019. La causa principale di questa rinuncia sono le liste d’attesa interminabili, indicate direttamente dal 6,8 per cento degli italiani come motivo dell’impossibilità di accedere alle prestazioni sanitarie.
Chi dispone delle risorse economiche necessarie trova una via d’uscita rivolgendosi alla sanità privata. Questo fenomeno ha portato la spesa out of pocket, ovvero quella direttamente a carico delle famiglie, a raggiungere il 23,7 per cento della spesa sanitaria complessiva, un dato nettamente superiore alla media dell’Unione Europea che si ferma al 14,9 per cento. Per chi invece non ha le disponibilità economiche per pagare di tasca propria, l’unica alternativa è smettere completamente di curarsi, abbandonandosi a un destino silenzioso di sofferenza.
La situazione descritta dalla senatrice Aloisio configura una sanità guidata dal censo e dalla collocazione geografica, dove il diritto costituzionale alla salute si è trasformato in un lusso riservato a pochi privilegiati.
La stessa Commissione Europea ha certificato che la spesa pubblica destinata alla sanità è scesa al 13,2 per cento della spesa totale, registrando una contrazione rispetto al 13,8 per cento del 2019. La parlamentare pentastellata conclude definendo questa tendenza come una scelta politica miope e inaccettabile, sottolineando che risanare i conti dello Stato tagliando sulla salute e sulla vita delle persone rappresenta una strategia profondamente sbagliata.
