(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il ministro Nordio ha la brutta abitudine di fare affermazioni improvvisate che spesso manipolano i fatti e la realtà, nascondendo le sue stesse responsabilità.
Affermare in modo generico che i magistrati non pagano i loro errori per legittimare la sua riforma Costituzionale è molto grave.
Evidentemente il suo obiettivo è provare a far passare con la disinformazione l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare, un organo evidentemente pensato per mettere la mordacchia e addomesticare i magistrati, grazie ad un peso molto maggiore dei membri laici.
Ma i cittadini non sono stupidi e infatti con lo sviluppo del dibattito pubblico le ragioni del No stanno crescendo.
Il ministro Nordio sa bene che tra il 2023 e il 2025 la Sezione disciplinare del Csm ha gestito 199 procedimenti disciplinari, condannando nel 41% dei casi.
Nordio ritiene siano pochi? È legittimo, infatti il ministro della Giustizia ha il potere di impugnare le sentenze disciplinari che non reputa corrette, peccato che lo abbia fatto appena sei volte.
Come al solito siamo di fronte a Carlo Nordio che smentisce il ministro Nordio.
Lo afferma il deputato Alfonso Colucci, capogruppo in commissione Affari Costituzionali.
