Di Luca Franceschi
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Secondo Lino Ricchiuti, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, la criminalità minorile rappresenta un’emergenza sempre più preoccupante, con dinamiche che si fanno progressivamente più violente. Gli episodi di aggressione e rapina perpetrati da gruppi di giovani non risparmierebbero nessuno, colpendo indiscriminatamente chiunque si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quando operano in branco, sostiene Ricchiuti, questi minori agirebbero convinti di godere di una sostanziale impunità, sfruttando la loro età anagrafica come scudo protettivo.
Particolarmente allarmante risulta l’escalation dell’uso di armi bianche da parte dei minori. I dati evidenziano un incremento drastico nel numero di segnalazioni per porto abusivo di armi: dai 778 casi del 2019 si è arrivati a 1.946 nel 2024, con il 2025 che secondo le cronache quotidiane avrebbe già largamente superato le duemila segnalazioni. Questo fenomeno testimonia come sempre più frequentemente i giovani vadano in giro armati di coltelli, utilizzati con una disinvoltura che rappresenta un indicatore tangibile del peggioramento della situazione.
Il Governo Meloni, prosegue Ricchiuti, interviene modificando il quadro normativo di riferimento attraverso il decreto Caivano e ulteriori provvedimenti legislativi. Tali strumenti comportano un cambio sostanziale nel sistema di responsabilità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni. Mentre l’età minima per l’imputabilità rimane fissata a 14 anni e le sanzioni continuano a seguire quanto previsto dal codice penale, viene rovesciato il principio di base: non sarà più automaticamente presunto che il minore ignori la portata delle proprie azioni, ma al contrario si presumerà che il responsabile fosse consapevole di ciò che stava facendo, spettando a lui dimostrare il contrario qualora possibile.
Ricchiuti critica la gestione delle periferie e del disagio giovanile nel corso degli anni precedenti, accusando la sinistra di avere invocato a lungo la necessità di prevenzione, istruzione, educazione e servizi senza mai elaborare un progetto complessivo e strutturato. Il Governo attuale, al contrario, attiverebbe misure concrete: il divieto di riunione per i componenti delle baby gang, la possibilità di fermo preventivo anche per i minori più pericolosi, e l’applicazione del principio di responsabilità personale indipendentemente dall’età anagrafica.
Ricchiuti respinge categoricamente l’accusa che questi provvedimenti mirerebbero a carcerare adolescenti, sottolineando invece come l’obiettivo sia impedire a chi commette violenze e rapine di sottrarsi alle conseguenze giuridiche del proprio comportamento nascondendosi dietro il velo di una pretesa incapacità di intendere e volere. Secondo il dirigente, la sinistra, dopo avere trascurato per anni le periferie e le loro problematiche, ritroverebbe improvvisamente interesse per i giovani unicamente quando occorre difendere coloro che delinquono.
Il vero meccanismo di protezione dei minori, conclude Ricchiuti, risiede nel tutelare innanzitutto le vittime della criminalità, non nel trovare giustificazioni per chi la commette. Secondo questa prospettiva, chi commette reati deve assumersi le responsabilità delle proprie azioni senza contare su sconti o su ragionamenti garantistici travestiti da protezione dei diritti.
