Di Luca Franceschi
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L’esponente del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai, Dolores Bevilacqua, attacca duramente Tommaso Cerno per la sua partecipazione a eventi di propaganda referendaria, sollevando interrogativi sul suo ruolo nel servizio pubblico.
“Vedere Tommaso Cerno salire su un palco per fare propaganda per il sì, con tanto di rilancio sui canali social di Forza Italia, rappresenta l’ennesimo episodio che dimostra la sua sfacciataggine meglio di qualsiasi analisi”, dichiara Bevilacqua.
L’esponente pentastellata critica aspramente la messa in scena definendola “uno show con fogli A4 raffazzonati e bandierine posticce, buono forse per una recita all’asilo, ma indegno per chi viene pagato con soldi pubblici dal servizio pubblico”.
Bevilacqua ironizza sui compensi percepiti da Cerno: “Ci saremmo aspettati almeno un minimo di coerenza: magari mostrare anche un bel cartello con scritto 800 mila euro, tanto sarebbe il compenso che percepirebbe dalla Rai per un programma che dura pochi minuti e che evidentemente gli lascia tutto il tempo per girare l’Italia a fare propaganda a Meloni. Con quelle cifre, persino le bandierine potevano essere stampate meglio”.
La parlamentare solleva poi questioni più sostanziali sul rigore dell’azienda di viale Mazzini: “Che fine ha fatto il rigore della Rai? Quella stessa Rai che, in questo periodo, impedisce ai propri giornalisti perfino di partecipare ad altre trasmissioni, salvo poi tollerare gli show politici di Cerno in giro per il Paese”.
Infine, Bevilacqua incalza l’azienda pubblica chiedendo risposte concrete: “Quando da viale Mazzini si degneranno di rispondere alla nostra interrogazione su perché i cittadini debbano pagare profumatamente uno che ha orchestrato campagne di fango contro una trasmissione della stessa azienda che lo stipendia?”.
