Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco del governo Meloni sul fronte istituzionale, denunciando quella che definisce una preoccupante escalation di tensioni con il Quirinale. Secondo gli esponenti pentastellati in commissione di Vigilanza Rai, la premier si comporterebbe come se avesse già ottenuto l’approvazione del premierato, mostrando scarsa considerazione per quella che rimane la prima carica dello Stato.
Le critiche non riguardano soltanto la gestione del decreto sicurezza, definito un “mega pasticcio” che avrebbe messo in luce l’inadeguatezza, l’incompetenza e l’ignoranza dei principi costituzionali basilari da parte dell’esecutivo. Esiste infatti un altro terreno di scontro altrettanto delicato: la questione Rai.
La scorsa settimana il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto sentire la propria voce in modo chiaro e deciso, sottolineando come la maggioranza non possa continuare a paralizzare i lavori della Vigilanza Rai. Si tratta di un blocco che si protrae ormai da un anno e mezzo, con la maggioranza accusata di boicottare sistematicamente le attività della commissione.
Questa sera alle ore 20 la presidente Floridia ha convocato un ufficio di presidenza nel quale il M5S ribadirà la richiesta di convocare il ministro dell’Economia Giorgetti. Quest’ultimo viene accusato di tenere in ostaggio la riforma della Rai, attualmente bloccata in commissione 8 al Senato.
Il Movimento 5 Stelle lancia quindi un ultimatum alla maggioranza, ponendo un interrogativo che definisce cruciale per gli equilibri istituzionali del Paese. I rappresentanti della maggioranza, definiti ironicamente “patrioti allo sbando”, daranno seguito alle parole del presidente Mattarella consentendo l’audizione di Giorgetti, che si è dichiarato disponibile a presentarsi? Oppure sceglieranno di aprire un ulteriore fronte di scontro con il Quirinale, determinando quello che viene definito uno squarcio istituzionale di estrema gravità?
La risposta a questi interrogativi arriverà proprio questa sera, durante la riunione dell’ufficio di presidenza della Vigilanza Rai, in un appuntamento che si preannuncia decisivo per i rapporti tra governo e Quirinale.
