(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“C’è qualcosa di preoccupante nel disturbo ossessivo compulsivo che Maurizio Gasparri nutre per Sigfrido Ranucci. Giornate intere passate a pensare a Report, ovviamente con le tasche piene di soldi pubblici, e improvvisamente ci si scopre paladini contro l’omofobia. Un lusso che Gasparri si concede oggi, attaccando Ranucci su questo terreno, dopo anni di silenzi molto selettivi.
Perché quando Bruno Vespa parlava serenamente di “lobby gay” non in una chat privata ma in prima serata, a Porta a Porta, Gasparri dov’era? Muto. Nessuna interrogazione, nessun esposto, nessuna indignazione. Evidentemente l’omofobia diventa un problema solo quando serve come clava politica.
D’altronde Gasparri è parte integrante di una maggioranza che sull’attacco ai diritti delle persone LGBT costruisce una fetta consistente della propria propaganda. Fingere oggi di scandalizzarsi suona non solo ipocrita, ma offensivo per l’intera comunità LGBT che Gasparri strumentalizza a suo uso e consumo.
Se proprio ha tutta questa voglia di parlare, Gasparri potrebbe chiarire questioni ben più serie che lo riguardano direttamente. Ad esempio spiegare i suoi rapporti con Iginio Di Mambro, uomo vicino a Licio Gelli e indicato come finanziatore della strage di Bologna, prima della sua nomina a sottosegretario. Oppure chiarire perché abbia ricoperto la presidenza di una società di cybersicurezza israeliana senza comunicarlo al Senato”.
Così l’esponente M5S in commissione di vigilanza Rai Dolores Bevilacqua.
