(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il declino di TeleMeloni si misura anche dai dettagli, che poi tanto dettagli non sono. Un “miracolato” come Luca Barbareschi, piazzato la domenica sera dopo Report – programma che gli lascia puntualmente oltre l’8% di share sul piatto – si sente nella condizione di polemizzare con Sigfrido Ranucci.
Il tutto mentre Barbareschi porta a casa ascolti che crollano ogni sera rispetto al programma che lo precede, e mentre su di lui continuano a pesare controversie mai chiarite fino in fondo e la vicenda degli oltre 8 milioni di euro che dovrebbe restituire allo Stato.
Ma evidentemente, in questa Rai basta avere le spalle coperte per sentirsi legittimati ad attaccare chi fa giornalismo vero.
Nel frattempo, sul Nove va in onda una celebrazione autentica di Ornella Vanoni, una grande artista trattata come tale, con Mahmood, Elisa, Annalisa e tanti altri: musica, qualità, rispetto della storia culturale del Paese.
E in Rai? Una cosa del genere se la sognano.
Tra occupazione degli spazi e nomine politiche, l’idea stessa di servizio pubblico culturale sembra evaporata.
Poi ci si chiede perché la credibilità scenda, perché il pubblico scappi, perché la polemica sostituisca il contenuto.
La risposta è tutta lì: quando anche chi fallisce negli ascolti si sente autorizzato a dare lezioni, vuol dire che il problema è strutturale.
Così l’esponente M5S in commissione di vigilanza Rai Dolores Bevilacqua.
