Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle attacca duramente il governo sul caso del Ponte sullo Stretto, dopo le indiscrezioni emerse dall’inchiesta della Procura di Roma. I parlamentari pentastellati delle commissioni Trasporti, Ambiente e Infrastrutture di Camera e Senato hanno diffuso una nota molto critica sulla vicenda.
Secondo quanto emerge dalle indagini, il quadro che si sta delineando è estremamente preoccupante. La Procura di Roma sospetta che ci siano stati avvicinamenti impropri, tentativi di condizionamento, promesse di incarichi futuri e garanzie di scambi di favori nei confronti di alcuni magistrati contabili. Questi ultimi erano stati chiamati lo scorso anno a pronunciarsi sulla delibera del Cipess relativa al progetto del Ponte.
Il Movimento 5 Stelle denuncia quello che definisce un quadro a tinte fosche, considerandolo pietoso e rivelatore delle vere priorità del Centrodestra. Secondo i pentastellati, la maggioranza di governo sarebbe molto più interessata all’affare economico legato al ponte che alla realizzazione effettiva dell’opera in sé.
La critica si concentra particolarmente sulla premier Giorgia Meloni, accusata di aver avvallato quello che viene definito un disastro procedurale. Il M5S sostiene che questa scelta sia stata dettata dalla volontà di accontentare Matteo Salvini, con il coinvolgimento nel processo decisionale di quello che viene bollato come il solito mercimonio di incarichi e stipendi faraonici.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle lanciano un appello diretto alla presidente del Consiglio, invitandola a fermare immediatamente quello che definiscono un percorso sconcio. Se Meloni ha ancora un po’ di amor proprio, sostengono i pentastellati, deve scrivere la parola fine a quest’opera.
La posizione critica si basa anche su considerazioni di carattere economico e sociale. Mentre in Italia mancano risorse per settori fondamentali come sanità, scuola, salari e infrastrutture diffuse sul territorio, il governo continua a destinare miliardi di euro a un progetto che, secondo il M5S, non si realizzerà mai.
Viene sottolineata anche una contraddizione nelle politiche europee del governo. Mentre a Bruxelles si chiede flessibilità nei conti pubblici per far fronte allo shock energetico, a livello nazionale si continuano a stanziare ingenti somme per il Ponte sullo Stretto.
Il Movimento 5 Stelle conclude la nota esprimendo la stanchezza degli italiani per quella che viene definita una vicenda oscena, un teatrino che va avanti ormai da tre anni e di cui i cittadini sono stanchi anche solo di sentir parlare.
