Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, primo firmatario della proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, ha espresso una netta posizione contraria alla proposta avanzata dalla commissione presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
La proposta in questione punta a limitare la responsabilità penale dei datori di lavoro in presenza di modelli organizzativi aziendali ai sensi del decreto legislativo 81/2008. Secondo Pirondini, questa iniziativa è totalmente irricevibile.
Il rappresentante pentastellato ha messo in guardia sui rischi di questa proposta, sottolineando che se dovesse passare verrebbe introdotto un principio pericoloso: quando un lavoratore si fa male o muore, chi ha le carte in ordine viene automaticamente scudato dal processo. Una situazione definita folle in un Paese dove muoiono, in media, 3 lavoratori al giorno.
Pirondini ha criticato nuovamente il Governo, accusandolo di voler spostare il tutto sul terreno della burocrazia. Ha rimarcato che chi perde un braccio, chi cade da un ponteggio, chi resta schiacciato in fabbrica non è vittima di un errore burocratico, ma troppo spesso di una prevenzione inesistente o che non ha funzionato.
Il capogruppo M5S ha ribadito che la responsabilità non è un optional per chi dirige e decide. Se le procedure valgono più della loro applicazione concreta, il diritto smette di proteggere chi lavora e comincia a proteggere chi comanda.
Pirondini ha infine lanciato un interrogativo diretto alla presidente del Consiglio Meloni, chiedendole cosa intenda dire su questo tema e se abbia intenzione di intervenire, oppure se con il suo silenzio avallerà quello che il senatore ha definito uno scempio.
