(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Questa non è una manovra. È una resa. La Legge di bilancio 2026 del Governo Meloni nasce morta, e lo certifica lo stesso Governo: impatto zero sulla crescita. Zero. Come se non esistesse. È la manovra più piccola dal 2014, 22 miliardi scarsi, inutile davanti alle quattro vere emergenze del Paese: salari, povertà, inflazione alimentare e crisi industriale.
Mentre i salari reali sono ancora -8,8% rispetto al 2021, mentre 5,7 milioni di persone sono in povertà assoluta, mentre il cibo costa +25% in quattro anni e la produzione industriale crolla da tre anni consecutivi, il Governo porta in Aula una manovra che non muove nulla. Non rilancia i consumi. Non sostiene le imprese. Non protegge i più fragili.
Però una cosa la fa benissimo: taglia, tassa e impoverisce.
Un taglio Irpef ridicolo: 1,7 euro al mese per molti lavoratori, 36 euro per i più fortunati. Una presa in giro, fagocitata da accise sul gasolio, tassa sui pacchi, nuove ritenute sulle fatture, con la pressione fiscale al 42,8%, record da dieci anni.
Nel frattempo partono tagli micidiali: sanità definanziata, assegno di inclusione ridotto, pensioni peggiorate, fondi per lavoratori precoci e usuranti falcidiati, cinema e farmaci innovativi colpiti. Ai ministeri vengono tolti 2 miliardi l’anno. Ai cittadini viene tolto il futuro.
E mentre tutto questo accade, il Governo corre come un ossesso verso un solo obiettivo: spendere di più in armi. Austerità feroce non per responsabilità, ma per liberare 23 miliardi di spesa militare nel triennio, anche a debito. Sanità ferma al 6,4% del Pil, difesa che cresce. È una scelta politica precisa. Ed è gravissima.
Alle imprese vengono dati spiccioli, con strumenti vecchi e penalizzanti per le PMI, dopo averle lasciate col cerino in mano chiudendo all’improvviso Transizione 4.0. Risultato: crisi d’impresa +30% in un anno e tre anni di calo della produzione. Un disastro annunciato.
Sulle pensioni, l’ennesimo tradimento: età pensionabile che sale, canali di uscita cancellati, promesse elettorali completamente liquefatte. Fine lavoro mai.
E poi il capolavoro finale: il ministro Giorgetti che ammette candidamente che questa manovra era già stata ‘venduta alle agenzie di rating’. Venduta a loro, mentre agli italiani resta solo una certezza: compreranno sempre di meno.
Questa non è una legge di bilancio. È austerità travestita da prudenza, tagli mascherati da riforme, tasse nascoste dietro la propaganda. Una manovra che non difende il Paese, ma lo impoverisce, per inseguire una folle corsa al riarmo”.
Lo ha dichiarato in un post sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.
