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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «NUCLEARE, CAPPELLETTI (M5S): DA GOVERNO OPERAZIONE ILLUSIONISMO, NESSUNA SOLUZIONE CONTRO CARO ENERGIA (1)»

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19.47 - giovedì 4 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni viene accusato di illudere i cittadini sulla questione nucleare, proponendo soluzioni che non solo non risolveranno il problema del caro energia, ma rischiano di aggravarlo ulteriormente. Gli italiani già pagano l’energia più cara d’Europa a causa di scelte politiche sbagliate, sempre orientate a favorire le aziende del settore fossile.

La critica si concentra sulla contraddizione tra le promesse governative e la realtà dei fatti. Come è possibile sostenere che i piccoli reattori modulari, gli SMR, ridurranno i costi energetici quando tutti i centri studi, sia nazionali che internazionali, affermano esattamente il contrario?

Emergono interrogativi cruciali sulla sostenibilità economica del progetto. Chi dovrebbe finanziare questi impianti? Chi garantirebbe i crediti necessari per gli investimenti e chi sosterrebbe l’acquisto dell’energia prodotta a caro prezzo?

Il deputato M5S Enrico Cappelletti, intervenuto in aula durante la dichiarazione di voto sul disegno di legge di delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile, ha sottolineato l’assurdità di affidare la soluzione del problema energetico proprio a chi lo ha creato, trascinando il Paese verso 36 mesi consecutivi di calo della produzione industriale.

La legge delega viene considerata un’operazione di disinformazione e manipolazione. Il testo identifica come obiettivo il contenimento dei costi dei consumi energetici, ma la realtà è che il nucleare produrrà l’effetto opposto, causando un aumento delle bollette per i cittadini.

Il Movimento 5 Stelle ha annunciato il voto contrario alla legge per molteplici ragioni. Il nucleare non ridurrà i costi dell’energia e rappresenta la fonte meno adatta a integrare le rinnovabili a causa della sua estrema rigidità e bassa flessibilità. La legge parla di nuovo nucleare ma in realtà si prepara a realizzare tecnologie vecchie, con tempistiche incompatibili con quelle necessarie per la transizione energetica.

I costi giganteschi e i rischi economici degli impianti ricadranno sulla fiscalità generale, gravando quindi sulle tasche dei contribuenti. Inoltre, il problema delle scorie radioattive non è stato nemmeno affrontato in modo serio.

Il voto contrario viene motivato anche come atto di rispetto verso i cittadini italiani, che si sono già espressi a grandissima maggioranza in due referendum sul nucleare, manifestando chiaramente la loro contrarietà a questa fonte energetica.

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