Di Luca Franceschi
///
La rinuncia abdicativa di un immobile rappresenta un argomento apparentemente molto tecnico ma di rilevante interesse collettivo e di grande attualità. Lo ha sottolineato la senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale durante l’introduzione del convegno “La rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. Il difficile equilibrio tra gli interessi del cittadino e l’onere dello Stato”, svoltosi nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.
Durante l’evento, che ha visto la partecipazione di esperti di eccellenza, è stato affrontato un tema che, se adeguatamente compreso, può suscitare grande interesse tra i cittadini. Oggi una persona ha la possibilità di comunicare allo Stato la volontà di non voler più detenere il possesso di un bene, e lo Stato deve prenderne atto. Questo principio è stato stabilito da un recente pronunciamento delle sezioni unite della Corte di Cassazione, che costituisce quindi un precedente giurisprudenziale.
Si tratta di un segnale importante anche per il Parlamento, che deve comprendere come lo Stato possa accogliere nel modo migliore il rifiuto di una proprietà, come gestire il bene acquisito e con quali fondi. È necessario abituarsi all’idea che i cittadini possano decidere di disfarsi dei propri beni e che lo Stato possa, anzi debba, utilizzarli nell’interesse della collettività.
Un esempio concreto potrebbe riguardare un proprietario che voglia liberarsi di un terreno da bonificare: lo Stato può assumere l’impegno del recupero di quel terreno e conferirgli nuova vita. In qualità di componente e vicepresidente della commissione Politiche Ue del Senato, la senatrice Naturale ha evidenziato l’importanza di comprendere come questi casi vengano gestiti anche nel rispetto delle normative europee sul diritto di proprietà.
Il tema necessita di un ampio approfondimento affinché l’intera procedura venga gestita nella massima trasparenza degli atti documentali, a tutela dell’interesse pubblico.
