Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente e responsabile delle politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, ha espresso dure critiche nei confronti del governo Meloni in seguito all’assemblea di Confindustria tenutasi a Roma il 26 maggio.
Secondo Turco, la pazienza degli imprenditori italiani viene messa a dura prova dopo tre anni caratterizzati da un crollo della produzione industriale e dal fallimento della prima versione del piano Transizione 5.0. La situazione appare ulteriormente aggravata dal fatto che la seconda versione del programma non ha ancora visto l’approvazione del decreto attuativo necessario per la sua implementazione.
Il senatore pentastellato ha sottolineato come debba essere difficile per gli imprenditori ascoltare i discorsi ottimistici della premier Meloni, considerando che l’Italia si trova ultima nell’Unione Europea e nel G20 per quanto riguarda la crescita economica. Nonostante questi dati allarmanti, la presidente del Consiglio ha dichiarato all’assemblea che l’Italia sarebbe tornata credibile e autorevole, e starebbe crescendo nei nuovi settori economici.
Turco ha evidenziato come Meloni abbia evitato di citare i dati catastrofici che caratterizzano l’attuale situazione economica del Paese: crescita zero, produzione industriale in ginocchio, salari reali ancora in calo rispetto al 2021, record della pressione fiscale degli ultimi dieci anni e il ritorno dell’inflazione. Tra i successi rivendicati dalla premier figura l’aumento dell’export italiano.
Tuttavia, il senatore ha voluto precisare i numeri reali, affermando che secondo i dati ufficiali l’export italiano è aumentato del 3% tra il 2022 e il 2025. Un dato che impallidisce se confrontato con il periodo del Governo Conte II, quando grazie alle misure messe in campo nel 2020, l’export crebbe del 43% in soli due anni.
Turco ha inoltre criticato quello che definisce un attacco penoso e ipocrita della premier all’Unione Europea, la stessa istituzione che secondo il senatore Meloni ha contribuito a plasmare firmando un Patto di stabilità che rappresenta la negazione totale del tanto richiesto debito comune e il programma ReArm Eu.
In conclusione, il vicepresidente del M5S ha espresso solidarietà agli imprenditori che ritiene siano stati ingannati dallo slogan “non disturbare chi vuole fare”, lanciando però anche un appello agli stessi imprenditori affinché facciano un esame di coscienza per aver srotolato tappeti rossi davanti al Governo Meloni.
