(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Dalla maggioranza arriva un parere che frena la transizione all’auto elettrica e condanna le città a restare più inquinate. Non è prudenza, è miopia politica. E mentre l’Europa corre, si preferisce fermarsi e chiamare questo immobilismo ‘realismo’. Si preferisce demonizzare l’elettrico, aumentando così la nostra dipendenza dal petrolio e dalle guerre.
Si propongono obiettivi timidi, come il 45% medio per le flotte aziendali, cioè il segmento che determina davvero il mercato dell’auto. Ma se non si spinge lì, non si crea domanda, non si rafforza la produzione, e non si accelera l’innovazione, ma soprattutto non si costruisce il mercato dell’usato elettrico che serve a portare la mobilità pulita fuori dalla nicchia e dentro la vita quotidiana di chi non può permettersi un’auto nuova.
La mobilità elettrica non è solo una scelta ambientale, ma di sicurezza economica. Ogni auto elettrica in più significa meno petrolio importato, meno dipendenza da Paesi instabili, meno esposizione ai ricatti energetici e alle tensioni internazionali. E così facendo il conto lo pagano gli italiani.
Poi c’è anche il nodo fiscale perché le accise sui carburanti oggi valgono oltre 26 miliardi. La transizione richiede un piano serio per riallocare risorse, una riforma fiscale della mobilità, non improvvisazione e slogan al posto della politica industriale.
Noi del Movimento 5 Stelle chiediamo obiettivi vincolanti più alti per le flotte aziendali, investimenti veri nella filiera elettrica nazionale e una gestione trasparente della transizione fiscale. Altrimenti significa non avere un piano, ma solo rinvii e scorciatoie, aumentare il costo sociale e sanitario dell’inquinamento e scaricare tutto su cittadini e imprese”.
Così in aula il deputato Antonino Iaria, durante la dichiarazione di voto sul parere motivato espresso dalla Commissione sulla proposta europea COM(2025)994 sui veicoli aziendali puliti.
