Di Luca Franceschi
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L’inchiesta realizzata dal Fatto Quotidiano avrebbe fatto emergere gravi irregolarità nella documentazione che ha portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti. Secondo quanto emerso dall’indagine giornalistica, i presupposti alla base del provvedimento di clemenza sarebbero risultati infondati e caratterizzati da false dichiarazioni.
Nel dossier presentato sarebbero stati citati ospedali che in realtà non avrebbero mai visitato il bambino al centro della vicenda. Inoltre, sarebbero stati documentati cambiamenti nello stile di vita della Minetti che non sarebbero mai realmente avvenuti, insieme ad altre incongruenze di rilievo.
La senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino ha sollevato interrogativi sulla responsabilità politica del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Secondo la parlamentare, il guardasigilli non può sottrarsi alle proprie responsabilità, come sarebbe già accaduto in altre occasioni durante questa legislatura, citando i casi Almasri e la campagna referendaria.
Si pone quindi un quesito centrale: l’istruttoria condotta dal ministero è stata superficiale per negligenza, oppure ci sarebbe stata una volontà politica di non verificare con attenzione la documentazione presentata dai legali di Nicole Minetti? Qualunque sia la risposta, il ministero guidato da Nordio avrebbe posto il Quirinale in una posizione di grave imbarazzo.
Fino a questo momento non sarebbero state fornite spiegazioni convincenti sulla vicenda. La senatrice Maiorino ha chiesto che venga chiarito nei dettagli cosa sia effettivamente accaduto negli uffici del ministero di via Arenula, senza ricorrere a giustificazioni o individuare responsabili di comodo, e ha concluso chiedendo le dimissioni del ministro.
