(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati ufficiali sul tax gap IVA certificano il fallimento della riforma fiscale del Governo Meloni, a partire dal concordato preventivo biennale. Nel 2024 l’IVA non riscossa torna ad aumentare rispetto al 2023, attestandosi intorno ai 25 miliardi di euro, a dimostrazione dell’inefficacia delle politiche adottate sul fronte della compliance, dei controlli e della riscossione.
Secondo la metodologia ufficiale della Commissione europea sul VAT gap, i 25 miliardi di IVA non incassata corrispondono a una base imponibile non dichiarata stimabile tra 100 e 130 miliardi di euro l’anno.
Questa è la vera grande ricchezza oggi presente nel Paese: una ricchezza opaca e non tracciata che sfugge a qualsiasi tassazione, mentre il Governo continua a chiedere sacrifici a chi le tasse le paga tutte.
È solo su questa ricchezza evasa che andrebbe introdotta l’unica patrimoniale nazionale giusta, capace di colpire chi evade e non il risparmio onesto.
Il Governo, invece, sceglie di non intervenire, preferendo condoni, rottamazioni e tasse, come l’introduzione dell’1% di prelievo sul fatturato di imprese e professionisti.
Il risultato è un danno enorme per le casse dello Stato, minori risorse per sanità, istruzione e investimenti pubblici e un sistema fiscale sempre più iniquo.
Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione d’inchiesta sulle banche.
