(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Siamo davanti a un’operazione di un cinismo senza precedenti. Con la scusa della ricerca della fedeltà fiscale, il Governo Meloni nel maxiemendamento alla Manovra lancia un brutale attacco alla liquidità dei professionisti italiani, usando la burocrazia come una valanga di sabbia scaricata negli ingranaggi della loro attività. La norma che blocca gli emolumenti a chi lavora con la Pa e ha debiti fiscali e/o contributivi, non è una misura di contrasto all’evasione, ma solo un espediente contabile per ritardare ulteriormente i pagamenti e truccare i conti dello Stato sulla pelle di chi lavora”. Lo comunica in una nota Agostino Santillo (M5S), vicepresidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
“È inaccettabile che uno Stato, che deve miliardi di euro alle imprese e ai professionisti e paga con ritardi biblici, pretenda di fare il guardiano in questo modo. Esistono già strumenti, obblighi e controlli per garantire la regolarità fiscale come il Durc, solo per citarne uno. Questa nuova norma, unita all’altra che introduce una folle ritenuta d’acconto dell’1% sulle fatture delle piccole imprese, a meno che non aderiscano al fallimentare concordato preventivo, è un appesantimento inutile e maligno. È un rapporto unilaterale, vessatorio, da medioevo tributario. Questa follia – continua Santillo – colpirà duramente soprattutto chi garantisce servizi essenziali. Il M5S darà battaglia in ogni sede contro questa deriva che umilia le competenze e distrugge la certezza del diritto e del pagamento”.
